La psicocinetica

14 Apr 2020 | Rubriche

La psicocinetica

14 Apr 2020 | Rubriche

La psicocinetica

14 Apr 2020 | Rubriche

La psicocinetica

14 Apr 2020Rubriche

Che cos’è la psicocinetica

Scienza umana applicata, che si propone di contribuire allo sviluppo della persona, prendendo come supporto il movimento e il vissuto corporeo. Prendiamo il movimento come soggetto centrale della ricerca scientifica, in vista di chiarire le possibili applicazioni pratiche da attuarsi con il bambino, con l’adulto sia sano che malato; problemi ai quali non possono rispondere le scienze fondamentali.’’  J. Le Boulch

 

Il movimento dell’uomo non può essere limitato al solo concetto di atto motorio ma va visto come presenza del corpo nel mondo, in relazione con:

  • l’ambiente
  • se stesso.

 

A cosa serve

La psicocinetica serve principalmente a:

  • allenare le capacità mnemoniche
  • migliorare il campo visivo
  • conoscere lo spazio e il proprio corpo all’interno di esso
  • migliorare il livello di attenzione e i tempi di reazione
  • allenare la capacità di analizzare la situazione prima di attuare una risposta

Nello sport, lo scopo principale della psicocinetica è quello di contribuire alla formazione di un atleta capace di osservare la realtà non soltanto con gli occhi, ma anche con la mente; che sappia leggere in anticipo le situazioni e selezionare un programma motorio corrispondente alla risposta motoria più adeguata, nelle contingenti situazioni spazio-temporali. La lettura delle situazioni di gioco risulta ormai essere una competenza notevolmente ricercata negli atleti di alto livello, al di là delle proprie capacità atletiche, tecniche e tattiche. Tali competenze devono essere sviluppate e allenate fin dai primi anni del settore giovanile per ciascuna disciplina sportiva.

 

Come si allena

Nel lavoro psicocinetico l’allenamento deve essere particolarmente metodico ed ordinato, deve darsi una programmazione precisa e porsi obiettivi semplici.
Le esercitazioni inizialmente dovranno essere di facile risoluzione per evitare atteggiamenti di rifiuto e stimolare, di contro, un atteggiamento critico e costruttivo da parte degli atleti. Inoltre, per evitare atteggiamenti di rifiuto, è importante curare la relazione tra allenatore e atleti; è fondamentale che questi ultimi ripongano la massima fiducia nell’allenatore, che siano aperti alle attività che egli propone e che le svolgano con il massimo entusiasmo.

L’allenatore deve essere propositivo spingendo i giocatori a concentrarsi sui pochi particolari e stimolare alla risoluzione dei problemi senza fornire suggerimenti espliciti. 

 

Le esercitazioni psicocinetiche

Le esercitazioni psicocinetiche sono formulate per ricreare le situazioni che si presentano in partita e spingono gli atleti al ragionamento e ad un comportamento di risposta corretto con l’esperienza. Il momento migliore per inserire il lavoro psicocinetico durante l’allenamento sarebbe subito dopo la fase di riscaldamento, in modo che gli atleti non siano ancora stanchi ed il loro livello di concentrazione ed attenzione risulti ancora ottimale.

I tempi di lavoro non dovranno essere troppo lunghi, causa presenza di un carico cognitivo significativo e dovranno prevedere adeguati recuperi. Questi andranno utilizzati per valutare e confrontare le eventuali difficoltà riscontrate.

 

L’attività della scuola calcio G.Castello 

Il programma della Scuola Calcio G.Castello propone degli allenamenti basati sulla metodologia psicocinetica sviluppati da psicologi come il Dott. Alessandro Godino, specializzato in psicologia clinica ed Dott. Emanuele Ventura, laureato in psicologia dello sviluppo e dell’educazione, nonché tecnico dei pulcini 2010 1° anno. Loro hanno sviluppato due tipologie di circuiti per le categorie Pulcini e Primi Calci dove i piccoli atleti si dovranno cimentare nella costruzione e nello svolgimento degli stessi nelle loro abitazioni. Qui ti lasciamo i link dei circuiti: 

 

Esempi di applicazione

Il quadrato psicocinetico

Consiste nel far sistemare un giocatore all’interno di un quadrato di 3-4 metri di lato, ai cui vertici saranno sistemati 4 conetti di colore diverso; dopo il fischio l’allenatore chiamerà in rapida successione, secondo una sequenza non stabilita a priori, i colori dei conetti presenti sui vertici; il giocatore con dei rapidi spostamenti dovrà portarsi sempre in prossimità dei vertici corrispondenti ai colori chiamati dall’allenatore.

Psicocinetica in cerchio

I giocatori vengono disposti in cerchio, con uno di essi al centro ed in possesso palla; quest’ultimo dovrà giocare la palla ad un compagno qualsiasi, per poi direzionarsi verso un altro, che dovrà sostituirlo all’interno del cerchio, pronto a sua volta a ricevere il passaggio del compagno che avrà ricevuto palla.

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