La storia del fondatore del Milan Herbert Kilpin

16 Giu 2020 | Psico-pedagogia

La storia del fondatore del Milan Herbert Kilpin

16 Giu 2020 | Psico-pedagogia

Nottingham, Inghilterra – Gennaio 1870

Nel retrobottega della macelleria del padre nasce, in una famiglia molto numerosa, ben 9 tra fratelli e sorelle, Herbert Kilpin. Si appassiona al calcio fin da bambino e a soli 13 anni partecipa alla fondazione di un club amatoriale intitolato a Giuseppe Garibaldi (le casacche del club erano infatti rosse, in onore dei garibaldini). Mentre lavora nell’industria tessile come assistente in un magazzino di tessuti ricamati, ha inizio anche la sua carriera di calciatore. Kilpin gioca ben in due squadre: nel Notts Olympic come difensore e nella squadra parrocchiale del St. Andrew’s, come centrocampista.

Nel 1891 inizia la sua grande avventura: si trasferisce a Torino per motivi di lavoro e entra a far parte dell’Internazionale Torino, divenendo così il primo inglese in assoluto a giocare in una squadra straniera. Nel 1898 lascia Torino per stabilirsi a Milano ed è qui che il 16 dicembre 1899, a soli 29 anni, fonda il Milan Cricket and Foot-ball Club, insieme ad Alfred Edwards, che ne assume la presidenza e a un gruppo di appassionati. La prima sede del Club è presso la Fiaschetteria Toscana di Via Berchet a Milano dove viene celebrata la prima festa. È cosi che è iniziata la storia di squadra destinate a diventare una delle più titolate al mondo.

Tra i gentiluomini della società c’é il Sig. Heyes con la sua famiglia: una moglie, due figli maschi e una figlia, Marta, che, qualche volta, scende sul terreno di gioco. “Me la ricordo con quale coraggio e forza si lanciava contro l’halfback avversario”, dirà Kilpin di lei, tratteggiando il carattere di una delle prime calciatrici in Italia. E i giocatori non erano meno pittoreschi: Knoote, un olandese, seguiva una carriera di cantante lirico e, per salvare la sua voce, giocava solo con il sole e il terreno ben asciutto. Si dice che prima di arrivare al campo consultasse sempre un barometro per prevedere il tempo e che alla prima goccia di pioggia si volatilizzasse! Kilpin stesso giocava con un cappello in testa, il classico “cap” inglese, termine che ora indica le presenze in nazionale.

Solo un anno dopo, più di 500 tifosi, sotto una pioggia torrenziale, seguivano la partita contro il Genoa, al campo Trotter, situato dove oggi si trova la Stazione Centrale.
Per molti considerato una specie di “papà del calcio italiano”, Kilpin è stato propulsore, socio fondatore, allenatore e, soprattutto, giocatore del Milan, con cui si aggiudica i primi 3 Scudetti, dando inizio alla gloriosa storia rossonera.

In totale, vestì la maglia rossonera per 8 stagioni, 23 presenze e 7 goal. Nel 2010, il Comune di Milano ha iscritto il nome di Herbert Kilpin nel Famedio, un imponente costruzione funeraria nel Cimitero Monumentale, destinata al riconoscimento dei personaggi illustri della città.

Nel 2019, sempre il Comune di Milano gli dedica una rotatoria, di fronte alla sede della società rossonera, a 120 anni dalla sua fondazione.

Herbert Kilpin ha fatto nascere il sogno rossonero!