“Ho iniziato ad intraprendere e conoscere questo ruolo nel 2015. I primi anni, non avendo troppa esperienza in questo mondo, mi sono limitato più che altro ad osservare ed apprendere dai Mister che affiancavo. Con il passare del tempo e con il percorso di studi in Scienze Motorie ho acquisito sempre  più dimestichezza e ad oggi mi sento più completo, grazie anche a tutti i corsi di aggiornamento, al costante confronto ed alle riunioni che facciamo. Ovviamente, ho ancora molto da apprendere ma penso di essere sulla strada giusta.”

Inizia così l’intervista a Mister Valerio Libutti, Istruttore dei Pulcini 2012, che sottolinea l’importanza dell’aggiornamento, del confronto e della formazione per il ruolo di Istruttore e ci spiega, secondo lui, quale siano le principali difficoltà che deve affrontare un Istruttore nella Scuola Calcio:

“Ritengo che la maggior difficoltà, sopratutto con le categorie dei più piccoli, è trasmettere il concetto: è necessario insegnare ai bambini attraverso un linguaggio ed esercitazioni adeguate alla loro fascia di età. È un compito complesso ma è il nostro compito, ci vuole pazienza ed un processo graduale di insegnamento e apprendimento da parte loro. L’altro lato della medaglia è la soddisfazione nel vedere, che con il tempo, quel concetto viene messo in pratica senza l’ausilio del Mister, in quel momento capisco che ho fatto un buon lavoro.”

Abbiamo parlato di un insegnamento ed approccio graduale ed adatto alla fascia d’età. Entrando nello specifico, quali sono gli obiettivi per il Gruppo 2012: “Essendo all’ultimo anno di calcio a 5, l’obiettivo generale è quello di consolidare tutti gli aspetti della tecnica di base che sono stati affrontati in questi anni, in modo tale da fargli risultare più semplice l’apprendimento di nuovi aspetti del gioco il prossimo anno. Ovviamente, ci si basa anche sul livello della propria squadra e già dall’anno scorso con il mio gruppo abbiamo provato a lavorare su alcuni aspetti sulla carta più complicati per loro, con risultati soddisfacenti.”

Ad ogni Istruttore intervistato abbiamo chiesto una riflessione in particolare. Scuola e Scuola Calcio, entrambe due le realtà costituiscono elemento essenziale nella crescita del bambino. Pensi che il calcio possa essere considerato uno strumento di educazione e come può incidere sulla crescita dei più piccoli?

“Questo sport è assolutamente uno strumento di educazione perché indubbiamente insegna valori che sono fondamentali anche al di fuori del campo da gioco. Scuola e scuola calcio devono sostenere il bambino nel percorso di crescita globale per uno sviluppo sano che gli permetta di affrontare nel migliore due modi il mondo esterno.”