Una storia che può essere da esempio, sicuramente “unica”, ma che dice tanto. La scorsa settimana, il nostro Pier Goya – portiere della formazione Under 15 classe 2008 – ha fatto l’esordio ufficiale come arbitro. Un doppio ruolo con tante responsabilità, un doppio ruolo che gli sta insegnando tanto.

Lo abbiamo intervistato proprio per farci raccontare da lui stesso emozioni, sensazioni e significato di questo nuovo percorso intrapreso.

Hai esordito come arbitro, un motivo di orgoglio per tutti noi: cosa ti ha spinto ad intraprendere anche questo percorso? Sono stato da sempre incuriosito nel vedere anche dal punto di vista arbitrale la visione del calcio e ho capito fin dalla prima direzione di gara l’enorme difficoltà che si ha nel gestire da solo una partita con 22 calciatori in campo.

Portiere ed Arbitro: quali le caratteristiche in comune tra questi due ruoli così importanti e delicati? Sono due ruoli simili perché ti trovi in solitudine e al centro delle critiche. Anche il portiere viene criticato per i suoi errori. Ne basta uno per cancellare nove prodezze. Inoltre entrambi devono decidere in pochi decimi di secondo la scelta più giusta da attuare.

Cosa ti sta insegnando questo nuovo ruolo? Quali valori ti ha trasmesso? Questo nuovo ruolo mi sta insegnando un maggior rispetto nei confronti dell’arbitro. Si pensa che il direttore di gara sia una figura infallibile, quasi un automa, invece arbitrare è davvero difficile. Fosse per me consiglierei a tutti, calciatori e genitori, i quali spesso offendono ragazzi della stessa età di noi che giochiamo, di arbitrare almeno una volta una partita di calcio. Sono sicuro che il mondo del calcio migliorerebbe in qualità e cultura.