Intervista a Mister Piersandro Biagiotti

3 Dic 2020 | News

Intervista a Mister Piersandro Biagiotti

3 Dic 2020 | News

Le parole di Mister Piersandro Biagiotti, tecnico degli Under 15 Provinciali dell’Academy G. Castello, sono cariche di significato e ci fanno riflettere.
Una riflessione su più fronti dal momento attuale passando per i pregi e difetti del suo gruppo per concludere con il rapporto che le nuove generazioni hanno con il calcio rispetto a quelle passate.
IL MOMENTO ATTUALE – “I ragazzi si stanno superando, stanno affrontando la situazione d’ emergenza con serietà ,prudenza e rispetto delle regole. Non deve essere assolutamente facile per loro rinunciare alle partite, anche in allenamento. Abbiamo reintrodotto, per avere distanziamento in campo, vecchi giochi di strada, come ” Porta a porta” , ” Pali ,traverse, incroci” ma anche la “Tedesca” dove ci sono tantissimi gesti tecnici. Credo molto nei giochi di strada, anzi ti dico che durante le gare dei ” primi calci”, se fossi la federazione, eliminerei il fallo laterale e la rimessa dal fondo e lo sostituirei con il battimuro.”
IL GRUPPO – “Tra i pregi del mio gruppo sicuramente il principale è che sto a contatto  con ragazzi seri che hanno voglia di allenarsi e di imparare. La loro curiosità non ha limiti e sicuramente li porterà ad un ampia formazione calcistica. Tra i difetti ,forse che ancora non sono riusciti ad amalgamarsi bene tra vecchi e nuovi, ma non potendo fare vita da spogliatoio per motivi Covid e avendo fatto solo 3 amichevoli, siamo rimasti un po’ indietro. Per risolvere ciò li ho divisi in 5 gruppi misti da 5 e ho chiesto di prepararmi un esercitazione che ogni gruppo presenterà nella mezz’ ora finale d’ allenamento al posto della partitina che non possiamo fare. Ho dato i compiti a casa, mi piace avere “allenatori in campo”.”
IL CALCIO PER LE NUOVE GENERAZIONI – “Ho spesso pensato che tra quello che ti accade durante una gara e quello che ti accade nella vita ci siano tante similitudini: fare una scelta, capirne le conseguenze, aiutare, soffrire, riuscire ecc. quindi credo che lo sport sarà eternamente formativo. È  vero che i ragazzi sono cambiati ,ma anche la mia generazione era diversa dalla precedente.  A volte si cade nel tranello di considerare l’ultima generazione più superficiale, più immatura, ma non credo sia  cosi. Ho molta fiducia in loro,nei giovani, quindi è un bene che sia diversa,deve essere diversa. Io e i miei colleghi siamo fortunati a crescere con loro ed anche ad imparare da loro, ma abbiamo anche la responsabilità di essere un esempio per coloro che un giorno saranno i nonni di questo secolo.”

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