Progetto psico-pedagogico: intervista ad Emanuele Ventura

21 Nov 2022 | Comunicazioni

Progetto psico-pedagogico: intervista ad Emanuele Ventura

21 Nov 2022 | Comunicazioni

Una figura specializzata a disposizione della nostra Scuola Calcio. Un progetto importante che si trasforma in valore aggiunto per la nostra attività di base.

L’intervista ad Emanuele Ventura che ci presenta il progetto psico-pedagogico della Polisportiva G. Castello:

Il progetto psicologico, condiviso con la società sportiva G.Castello, nasce dall’idea comune di creare un ambiente educativo adatto e funzionale allo sviluppo psico-fisico dei giovani atleti. Tale idea si concretizza in un percorso di formazione che coinvolge i giovani atleti, ma soprattutto quelle che sono le figure di riferimento con i quali essi si relazionano.

Nello specifico offre ai tecnici una crescita dal punto di vista professionale; la possibilità di ampliare il proprio bagaglio di conoscenze e competenze partendo dall’acquisire consapevolezza

circa l’importanza del proprio ruolo e delle proprie funzioni di allenatore ed educatore. Inoltre garantisce loro strumenti e strategie efficaci per quanto riguarda l’organizzazione e la conduzione della seduta di allenamento al fine di preservare principi imprescindibili quali l’impegno motorio, la centralità dell’atleta, lo sviluppo dell’autonomia e del senso di responsabilità, la variabilità della proposta, l’esplorazione, la scoperta e, su tutti, la possibilità di sbagliare.

Per le famiglie, offre ai genitori la possibilità di divenire consapevoli del proprio ruolo nel contesto sportivo sottolineando l’importanza di un’alleanza educativa imprescindibile con tutte le altre figure di riferimento, nel rispetto dei confini e dei ruoli. Il progetto sottolinea il necessario contatto tra società sportiva e famiglie, una relazione basata sulla fiducia e sulla credibilità reciproca conl’obiettivo di non confinarlebensì renderle partecipi nelle attività svolte, consapevoli che esse sono una risorsa nella mission educativa. I genitori hanno il diritto di essere informati circa i valori, i modelli, la metodologia e le linee guida che la Scuola Calcio (Club Giovanile) prende come riferimenti in ottica formativa.

Ai giovani atleti il progetto propone attività ludiche sul campo o sotto forma di laboratori, sia per quanto riguarda la sfera cognitiva che quella socio-affettiva. Questo èuno spazio prezioso per conoscere e condividere, ad esempio, l’importanza delle emozioni, della coesione e della collaborazione nel gioco di squadra, oltre ad aspetti legati alla relazione con i compagni e con l’allenatore.

Quali sono i principali obiettivi? 

Il progetto è strutturato sulla base di tre obiettivi generali e altrettanti obiettivi specifici, in parte citati precedentemente.

Il primo è quello di creare un ambiente educativo in grado di supportare la crescita psico-fisica dei giovani atleti e garantire loro la miglior esperienza sportiva possibile. Per raggiungere questo obiettivo è necessario rendere le figure educative di riferimento consapevoli dell’importanza del proprio ruolo attraverso l’informazione, la formazione e la creazione di un linguaggio comune che orienti verso un’unica direzione.

Il secondo obiettivo è quello di creare un’alleanza educativa tra società sportiva e famiglie, sulla

base di valori e modelli educativi. Per fare in modo che questo si verifichi è indispensabile coinvolgere le famiglie nel percorso formativo, inteso come un lavoro sistemico. Operare, o ancor meglio cooperare, in sinergia nel rispetto dei ruoli e dei compiti educativi.

Terzo obiettivo quello di utilizzare il gioco, nello specifico il calcio, come strumento

educativo. Ciò significa, attraverso lo sport, accompagnare lo sviluppo della personalità dell’individuo fatta di pensieri, emozioni e comportamenti che non si limitano esclusivamente al contesto sportivo ma alla vita di tutti i giorni.

Quali sono le linee guide della Federazione in quest’ottica?

Collaboro con la FIGC da più di un anno ormai e la figura dello Psicologo dello Sport è considerata centrale, sia all’interno di uno staff federale, nel quale operano e collaborano diverse aree, sia all’interno dei Club Giovanili. L’obiettivo principale è la promozione del gioco del calcio come strumento educativo e formativo, fonte di crescita e benessere. In questo senso la figura dello Psicologo interviene a supporto di tutte le componenti del sistema attraverso metodologie e strumenti specifici con l’intento di:

  • Attivare le risorse presenti nel contesto migliorando le relazioni interpersonali e fornendo opportunità di formazione e informazione;
  • Facilitare la comunicazione e il passaggio di informazioni;
  • Collaborare alla pianificazione degli obiettivi del Club.

Pertanto tale presenza, con annesso progetto, costituisce requisito fondamentale e indispensabile per accedere alla categoria dei Club Giovanili di un determinato livello.

Quale può essere il supporto di una figura specializzata come te all’interno della Scuola Calcio?

Quanto detto finora lascia intendere l’importanza dell’apporto che può fornire questa figura all’interno di contesti sportivi ed educativi. Tuttavia ci tengo a sottolineare come la psicologia non comprenda esclusivamente l’ambito clinico, bensì esistono molteplici aree di intervento con obiettivi, strumenti e metodologie differenti che dipendono esclusivamente dal contesto di riferimento. Lo Psicologo dello Sport opera sul campo per accrescere e ottimizzare il funzionamento di un ambiente che vede come unico protagonista il giovane atleta.

Quest’ultimo ha il diritto di vivere la miglior esperienza formativa e sportiva possibile, accompagnato in maniera efficace da tutte le figure di riferimento, nel rispetto assoluto dei propri tempi, delle proprie capacità e dei propri bisogni specifici per ciascuna fase dello sviluppo.

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